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Marty77
Scrivere come terapia.

DIARI
23 aprile 2011
Ma, gli amici...
Mah, io mi chiedo a che cazzo servono gli amici, solo a passare delle belle serate allegre con gente simpatica??? non credo. Vorrei che gli amici fossero come una famiglia, come dei fratelli. Gli amici non dovrebbero servire anche nei momenti del bisogno??? credi di si.
Lo so, rischiare il posto di lavoro per difendere un amico forse è chiedere troppo, o forse è perchè la gente è vigliacca? si buona l'ultima. Scommetto che se lo chiedo a dei colleghi rumeni o polacchi lo farebbero, perchè sono più incoscenti e più coraggiosi. Proverò. Anche perchè voglio compiacermi del fatto che gli italiani siano dei vigliacchi pezzi di merda, l'ho sempre saputo. Queste cose mi fanno perdere totalmente fiducia nelle persone, già che ne ho poca di mio, sono misantropo, ma cazzo...quando uno ha bisogno per una cosa importante non si vede nessuno. Non possono essere tutti così vigliacchi, cribbio. Qualcuno lo devo trovare che testimoni per me, contro la capa.
Cazzo che delusione sta sera, la L. pensavo, ero convinto, mi aiutasse in questo caso, invece col cazzo!! ha pensato solo per se. Bell' amica di merda. Vaffanculo.



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DIARI
27 febbraio 2011
Amore.
Oh, quanto mi piaci L. vorrei proprio prenderti la mano e baciarti, e prima o poi lo farò. Con calma, perchè voglio che ci sia il momento giusto, un momento dolce, romantico, come sei tu. Voglio che rimanga per sempre nella nostra mente questo nostro primo bacio. Sicuramente ti sei accorta di come ti guardo, come guardo i tuoi occhi verdi, bellissimi. Quegli occhi sono davvero stupendi. Di carattere siamo diversissimi, eppure andiamo daccordissimo.



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DIARI
30 gennaio 2011
Non sono quasi mai al 100%.
E' proprio un periodo di merda, il lavoro mi uccide. Ma che gente è quella che dice senza il lavoro non saprei che altro fare? ...bah, io ho tutt'altro da fare nella vita che lavorare. Il lavoro mi uccide. Troppa competizione, gente psicopatica che gioca a mascherarsi da persona forte e normale, poi quando sono esauriti si sfogano sugli altri... grazie al cazzo. E chi c'è li a beccarsi tutto? sempre io. Ho delle mancanze, è vero, sono distratto, nel mio mondo e sopratutto non sono quasi mai al 100%, più spesso al 60 o 70%, sono sempre stanco, poca concentrazione, pensieri, rabbia, ansia, insicurezza. Mi tocca sempre sopportare tutto, mi sono rotto i coglioni!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Non ce la faccio più, speriamo solo che sia anche il clima, l'inverno mi porta sempre più ansia, mentre il bel tempo mi da serenità e buon umore. Mi fanno sentire una merda, quando ero a R. mi pareva di aver trovato gente che mi dava amicizia, la gente del sud è più socievole e più alla mano, qua su hanno tutti la puzza sotto il naso. Poi quanta ipocrisia c'è nella gente. Quando parlano tra loro fanno le carine .....heiiiii ciaaaaaaooooo ....come staaaaaaiiii ......ma vadano a cagare, quando parlano con me ne hanno una per tutte.......le donne..........



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DIARI
4 gennaio 2011
Affanculo.
Misantropia all'enesima potenza. Ma perchè la gente non si fa i cazzi suoi??? che cazzo gliene frega se fischietto? ... ..... .... assurdo. No me lo sarei mai aspettato che le mie colleghe potessero farmi una bastardata simile, andare dalla caposala per lamentarsi di me. E non una, ma tutte!!! .... ma perchè non inizio un po' anche io a pensare solo per me e fare la stessa cosa???? sono troppo sensibile, io non avrei mai il coraggio di fare una cosa del genere. Ho molta rabbia dentro, ma non so perchè non riesco mai a scaricarla sugli altri.
Tutte sembravano amiche, tutte sono carine davanti e poi vanno a lamentarsi, ma vadano affanculo tutti.
Certo non ho la coscenza a posto, qalche volta ho cazzeggiato, ma a me capitano sempre cose del cazzo...i parenti che si lamentano. Alcuni mi amano e altre si lamentano per delle stronzate. Le colleghe che non hanno un briciolo di tolleranza. La gente non ha paura di nulla, non ha sensi di colpa.



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DIARI
12 settembre 2010
Una coppia non coppia.
Mi dispiace Lù, usciamo sempre assieme in coppia noi due, o con altre coppie, come fidanzatini collaudati, ma in realtà siamo solo amici, nemmeno un bacio tra noi. Non so perchè non mi decido a baciarti, mi piace molto la tua compagnia, mi hai fatto conoscere nuovi amici, persone stupende. Tutto sarebbe perfetto. Però tu non mi hai dato motivi di credere che ti interesso, solo quella frase della Raffa che mi ha detto di corteggiarti e mi ha chiesto se mi piaci, e ho detto pure di si...coglione che non sono altro. L'ho detto solo per non ferirti, ne caso te lo riferisse. In realtà non mi sento preso, e dire che sei anche una ragazza carina e molto simpatica. Certe volte mi sento persino troppo sbrufone e viziato. Se fossi un cesso alora si che i adatterei alla grande e per me lei sarebbe una luce splendente all' orizzonte. Forse ho paura. Forse ho paura che posa diventare un legame troppo serio. Ho molta paura di soffrire perchè sento che siamo diversi caratterialmente. Mi sembra di prenderti per il culo continuando ad uscire così, con te. Non so che fare. Ma in fondo tu non mi hai chiesto nulla, non se ne è parlato, quindi io dovrei farmi i miei interssi e andare avanti per la mia strada, senz apreoccupazioni, eppure mi dispiace. Mi sembra anche quasi di perdere un bel treno con te, perchè sei una bella persona. Ma manca sempre qualcosa. Accidenti!!! ...........



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DIARI
21 agosto 2010
Le anime affini si salutano già da lontano.
...Quelli che si amano e che sono nati gli uni per gli altri, si incontrano
facilmente: le anime affini si salutano già da lontano. Che meraviglia questa frase di Schopenhauer, è bellissima, romantica e poetica. Io ho trovato la mia anima affine, l'ho incontrata da poco tempo, sono così strani certi dettagli, certi particolari che ci accomunano, così insoliti e rari tra trovare in una persona, la passione per la musica, metal e rock poi per una donna è stranissimo, la passione per l'arte, altra cosa rara per una donna, la misantropia, anche io mi sento spesso misantropo, il temperamento dolce, empatico, emotivo....simili, siamo simili....e poi è così carina. Ma chissene della differenza d'età, chissene della distanza, io correrei da lei ogni giorno. Sto provando in ogni modo di farle capire che siamo due anime affini, ma lei è fidanzata. Le donne sono sempre così romantiche, si dice che se riesci a convincerle che lei è nata e destinata a te cadrà a tuoi piedi, ma poi quando se lo trovano sotto il naso non lo sanno riconoscere....che triste la vita per me, mi danno sempre tutti per scontato, per banale, poi quando mi hanno perso si rendono conto di ciò che hanno perso, e io non riesco mai a trattenerle....che triste la mia vita in questi giorni, giorni di noia, di gran solitudine e di nostalgia.




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DIARI
9 agosto 2010
Ipazia, quando talebani erano i cristiani.
L'attrice Rachel Weisz
Un’icona della tolleranza: dopo mesi
di veto, arriva anche in Italia il film
sulla filosofa neoplatonica massacrata dai seguaci del vescovo Cirillo
SILVIA RONCHEY
E’ un tempo, il nostro, di crististi e teocon, in cui agli opposti estremismi si sono sostituiti, o sommati, gli opposti spiritualismi. L’onda d’urto della caduta del muro di Berlino ha provocato, negli orfani delle ideologie, un fall out di conversioni alla confortante forza dell’autoritarismo ecclesiale. C’era urgente bisogno che la laicità si procurasse un simbolo: un’icona degli ideali di tolleranza, di non faziosità, di rifiuto delle fedi e delle ideologie pervasive.

L’ha trovato in un’eroina di quindici secoli fa: la filosofa Ipazia, matematica e astronoma, cattedratica nell’antica accademia platonica di Alessandria, massacrata dal fanatismo della prima Chiesa cristiana, celebrata in un crescendo di libri, biografie, spettacoli. E tuttavia la sua storia, narrata dallo spagnolo Alejandro Almenábar in un film campione d’incassi, Agorà, rischiava di non essere mai visibile in Italia, Stato laico sulla carta ma ancora e sempre condizionato dall’esistenza al suo interno di quello della Chiesa. Nell’autunno scorso, un appello per la sua distribuzione aveva raccolto molte firme, a riprova che l’opportunismo non è un fenomeno di massa e che la maturità politica dei cittadini, non solo laici ma anche cattolici, è maggiore di quella di chi gestisce il potere, in questo caso culturale.

Fatto sta che il veto, pur non esplicito, è caduto, e il film uscirà il 23 aprile. Per l’imbarazzo della Chiesa, che vi vedrà un proprio vescovo, e in seguito santo, Cirillo di Alessandria, presentato come un fanatico terrorista, un violento e un assassino, e i propri adepti non dissimili ma anzi volutamente assimilati agli integralisti islamici: nei tratti stereotipi, nei comportamenti, nei discorsi e perfino nell’accento. Un geniale rovesciamento: i primi cristiani equiparati alle fasce estreme di quell’Islam che l’odierna propaganda cristiana avversa estendendo alla religione stessa l’accusa di «intrinseca malvagità».

In effetti, quando nel 392 Teodosio emanò una legge speciale contro i culti pagani nel tollerante Egitto, i quadri dirigenti del Cristianesimo, divenuto religione di Stato, intrapresero una mobilitazione punitiva proprio nella capitale della cultura ellenica dov’era nata e insegnava Ipazia. All’origine dell’ostilità di Cirillo era, più che la misoginia o l’odio confessionale, l’invidia - specifica il bizantino Suidas - per la sua influenza politica. Era una partita a tre quella che si giocava per il potere ad Alessandria tra l’antica élite pagana, stretta alla rappresentanza del governo imperiale, i dirigenti cristiani che volevano soppiantarla e la comunità giudaica, prima lobby dominante, ora gruppo di pressione rivale. Il primo atto dell’episcopato di Cirillo fu il pogrom antiebraico, che precederà l’attacco all’establishment pagano, incarnato in Ipazia.

Contro il doppio obiettivo, Cirillo aveva strumentalizzato le frange intolleranti del deserto di Nitria, «cui si dava nome di monaci ma che tali in realtà non erano», scrive Eunapio, bensì fanatici miliziani «che apertamente compivano e assecondavano crimini innumerevoli e innominabili». Questi talebani che avevano già distrutto e saccheggiato il Serapeo vent’anni prima, sotto Teofilo, zio e predecessore di Cirillo, sono gli stessi che tenderanno un agguato al corteo di Ipazia e la trucideranno «spogliandola delle vesti, facendola a brandelli con cocci aguzzi e spargendo per la città i pezzi del suo corpo brutalizzato», secondo lo storico cristiano Socrate; «incuranti della vendetta divina e umana», aggiunge il pagano Damascio.

La rappresentazione della violenza fondamentalista dei parabalani cristiani del futuro monofisita Cirillo è il punto di forza del film. Il suo maggiore merito è quello di far riflettere sulla vocazione estremista e sugli eccessi della Chiesa alle origini del suo potere, riaccendendo un dibattito diffuso nei secoli in cui un’intellettualità ecclesiastica esisteva e discuteva. Perché nell’immensa fortuna storica e letteraria della vicenda di Ipazia, cavallo di battaglia dell’anticlericalismo illuminista da Voltaire a Gibbon, ha avuto un ruolo più che ampio la cultura ecclesiastica, anche ma non solo riformata: se il primo editore delle fonti sul suo assassinio fu il protestante Wolf e il suo più appassionato difensore l’anglicano Kingsley, è stata quasi tutta cattolica la rievocazione letteraria di Ipazia, dalla torinese Diodata Saluzzo Roero a Leconte de Lisle, da Péguy a Luzi.

In campo erudito, con la rilevante eccezione del giansenista Tillemont, prudente e giustificatorio, l’ala modernista del cattolicesimo ha analizzato spregiudicatamente le cause politiche del misfatto di Cirillo. E ha anche chiarito la reale personalità di Ipazia. Il suo profilo e il suo sacrificio, così importanti nella storia della politica e del pensiero, nel film sono accattivanti ma troppo semplificati, fino a essere tacciabili di quello stesso ideologismo di cui la figura dell’antica filosofa dovrebbe essere la negazione. Se vogliamo davvero renderle omaggio, invece, non dobbiamo perdere l’occasione di leggere la sua storia in modo non settario, ma autenticamente laico

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permalink | inviato da Martyno il 9/8/2010 alle 11:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
DIARI
31 luglio 2010
Sparring partner
Sparring partner. Paolo Conte in sottofondo e tanta malinconia. Lei mi ha appena detto che sta sera forse non viene perchè ha mal di testa. Mi pare la classica scusa, in più lo avevo previsto, so cosa pensa, che si annoia con me. In effetti non abbiamo molto dialogo, di cosa si può parlare tra noi??? di New Moon, di Jacob, di capelli e lavoro, basta. Per carità, è una ragazza fantastica, una delle poche che conosce il valore dell'amicizia, che è educata e sa di pulito e sole. Davvero un bel carattere, ma è troppo diversa da me. Non so perchè continuo ad uscirci, forse solo perchè non voglio stare solo, perchè ho voglia di innamorarmi. Ma l'amore ha bisogno di dialogo, di una visione comune, non si può essere troppo diversi, non è vero che gli opposti si attraggono. Ma a volte non si attraggono nemmeno i simili. E si lasciano, come successe con la mi passata relazione con Francesca, molti interessi in comune ma alla fine si scoppia lostesso. Forse anche lei ha voglia di innamorarsi e ma non è convinta nemmeno lei. E io questo lo sento. Purtroppo non riesco a baciarla, forse per questo, è come forzare gli eventi. Chissà cosa mi dirà tra poco, ci starà pensando, se ne ha voglia oppure no di sopportarmi.

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21 ottobre 2009
Amore e affetto. Amore o affetto????
Mi sono beccato dello stronzo anche sta volta, io che sono sempre stato buono come il pane, che sono il ragazzo più dolce e sensibile del mondo, proprio io...mi pare assurdo. Certo ho fatto il furbetto una volta, si, ma questa volta no. Se una persona mi dice che è finita per me è finita, specialmente se non sono innamorato, che dovevo aspettare le calende greche per uscire con quell'altra ragazza?????
Non dovevo stare con Veronica, lo sapevo.....Però in fondo mi chiedo se è sbagliato stare con una persona anche se non la si ama ma con cui si sta bene, in fondo l'amore può nascere anche dalla frequentazione, o no, dopo solo un mese che pretende???????????




permalink | inviato da Martyno il 21/10/2009 alle 18:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
DIARI
6 settembre 2009
Partenza. Addio o arrivederci?
E Veronica è partita per Napoli, è tornata a casa nel suo paese sul Vesuvio. Che peccato, chissà se la rivedrò mai più, stavo benissimo con lei, da quando siamo usciti, una settimana fa, mi sono reso conto che le altre ragazze con cui sono uscito negli ultimi tempi non mi facevano provare quello che provo per lei, noi ci capiano veramente, ci prendiamo. Però c'è un problema e non da poco: non mi piace molto fisicamente, anche se è carina, infatti su quattro scopate non sono mai venuto.
Mi ero ripromesso di farmi una scopata e via e invece eccomi qua a pensare a lei come la donna della mia vita, non sono razionale per niente, mi affezziono subito, per questo ho paura ad uscire con delle ragazze, mi capita sempre così, la mia mente vola e mi fa innamorare subito.
Avrei voluto vederla ancora fino a quando non ne trovavo un'altra, ma destino ha voluto che la nostra conoscenza fosse solo un'avventura di una settimana. In un certo senso sono contento perchè mi sento più libero, ho voglia di conoscere altre ragazze e divertirmi un'altro po', ma da un lato mi dispiace moltissimo, era veramente carina e mi vuole un bene dell'anima, la ragazza più calda del mondo. Ora vedremo, intanto continuo a sentirla via cell, io non intendo preoccuparmi troppo, se vuole tornare qua io ci sono.



permalink | inviato da Martyno il 6/9/2009 alle 21:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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